31 Agosto 2014

#CaroDonAngel

Ti scriviamo perché abbiamo bisogno di te. Le famiglie hanno bisogno di te. Perché le famiglie hanno bisogno di vivere ancora di più il carisma di Don Bosco.

E adesso ti vogliamo raccontare una storia.

C’era una volta la famiglia che scendeva da Gerusalemme verso Gerico lungo la tortuosa via della storia. Proseguendo il cammino si imbatté in un strada, la più difficile e pericolosa che avesse mai percorso prima. Era la strada dei tempi moderni.

Così come un brigante deruba i viandanti dai loro averi, i tempi moderni privarono la famiglia dei suoi beni più preziosi. L’unità e la fedeltà, la serenità del colloquio famigliare, la solidarietà col vicinato e l’ospitalità per i dispersi.

Restò al suolo, stanca, ferita, abbattuta e non c’era più nei suoi occhi quella luce brillante da’allegria e serenità che colorava d’arcobaleno anche il peggio dei temporali d’inverno. Sentì di volersi lasciare morire.

D’un tratto ecco avvicinarsi un colto sociologo. Vide la famiglia esanime sull’orlo della strada. E dopo un attento e meditato studio disse: “è morta” e proseguì il suo cammino.

Passò di li a poco un dotto psicologo. Anche egli osservò con attenzione la famiglia. Sospirò e scuotendo la testa esclamò: “meglio che sia finita: era oppressiva”.

Ma ecco che si sentì un rumore di passi farsi sempre più forte. Anche un prete passava per quella pericolosa strada. Il suo sguardo fu turbato nel vedere la famiglia, ormai quasi irriconoscibile, ridotta in quello stato. Tutto ciò che riuscì a fare, però, fu di rimproverarla: “ti sei lasciata derubare, non hai opposto resistenza ai tempi moderni”. Se ne andò, contrariato, tra una preghiera ed una parola di sdegno.

Un’ultima persona doveva percorrere la stessa via quel giorno, ma non era come tutte le altre. Anch’egli indossava un vestito nero e un colletto, ma c’era qualcosa di speciale in lui. Questa persona era Don Bosco.

Il suo sguardo compassionevole si posò sulla famiglia. Si chinò su di essa e si preoccupò di curarne e lavarne le ferite, sia quelle del corpo che quelle dello spirito. Le tese la mano, la aiutò a rialzarsi e intraprese insieme a lei, portandola su di sé, un nuovo viaggio che conduceva alla famiglia salesiana. Mostrò uno dei suoi sorrisi migliori e con voce fiera esclamò: “Ecco questa e’ la famiglia

Poi aggiunse: “C’è bisogno di prendersi cura di lei: tanti, troppi giovani soffrono per le sue difficoltà. Non lasciatela in balia dei tempi, saziatela del pane e del vino che Cristo ci ha donati. Apritevi a questa nuova e fondamentale sfida: il Signore saprà operare miracoli attraverso voi. Accettate questa nuova missione che dio ci ha proposta. Rendete la vostra vita piena”.

Noi vogliamo un mondo che sia tutto una famiglia.

Ci vediamo l’anno prossimo!

#carodonangel – #sfafnazionale2014

 

 

Marco Diella

Laureato in Psicologia Clinica e di Comunità con la metodologia dell’Analisi Transazionale, specializzato in Fare Formazione presso l’Università Pontificia Salesiana. Sono psicologo e consulente della formazione con anni di esperienza nel mondo del terzo settore e delle organizzazioni. Il tipo di consulenza formativa per il quale vengo contattato è per lo più sulle competenze trasversali,