“Le periferie al centro”, il progetto di comunicazione e social network

Si è svolto mercoledì 19 aprile 2017, presso l’Istituto comprensivo G. B. Valente di Roma, il seminario nazionale “Le periferie al centro”, a cui hanno partecipato scuole e associazioni di Roma, Napoli, Milano e Palermo. Riflettere sulle periferie facendo conoscere e valorizzando le energie, le idee e le sperimentazioni che vengono dalle zone più esterne della città: questo l’obiettivo di una giornata che ha visto tra i protagonisti anche Cerchi d’Onda Onlus, con la testimonianza del dott. Giorgio Marota (in rappresentanza dell’Associazione), giornalista, tra i docenti del progetto “Stay hungry, stay foolish”, un laboratorio artistico-espressivo sul teatro e sulla comunicazione che si è svolto questa estate presso l’IIS G. Ambrosoli da un’idea dei docenti Loredana Simeone e Ignazio Lo Presti nel progetto promosso dal Miur con il bando “Aree a rischio – La scuola al centro”.

Dopo l’intervento di Loredana Simeone e della regista Angelica Artemisia Pedatella sulle attività del laboratorio teatrale, Giorgio Marota ha raccontato ai presenti le attività del laboratorio di comunicazione da lui tenuto: dalla comunicazione non verbale all’empatia, dal linguaggio della musica fino ad arrivare a quello delle immagini e dei film, passando per l’informazione online, le sue opportunità e i suoi rischi di manipolazione. Gli studenti hanno imparato le tecniche della ripresa video e della fotografia e hanno anche studiato il fenomeno Facebook, iniziando ad usarlo in maniera professionale per la promozione stessa del progetto “Stay hungry stay foolish”.

Attività pratiche e giochi didattici sono stati parte fondamentale del laboratorio, così come il costante confronto tra studenti e docente in un percorso condiviso. L’evento che ha chiuso “Stay hungry stay foolish” è stato un flash mob organizzato presso il centro commerciale Primavera, che ha quindi unito idealmente le attività del laboratorio teatrale-espressivo e quello sulla comunicazione. “Organizzare un flash mob è nato proprio da un’esigenza di mostrare ai ragazzi che fare comunicazione vuol dire aprirsi ad un rapporto vero e interpersonale – ha dichiarato Marota – Che non finisce tutto dietro uno schermo e che uscire dai social per andare incontro al mondo reale è un aspetto fondamentale della comunicazione sociale. I social network sono mezzi, aiutano e non vanno per forza demonizzati: insieme ne abbiamo studiato criticità e rischi, ma abbiamo anche compreso che il futuro andrà in questa direzione e che saperli usare in maniera consapevole può anche diventare un’opportunità lavorativa importante”. 

Il progetto di comunicazione e social network, si è quindi suddiviso in quattro aree, ognuna delle quali curata da un gruppo. Un ambito si è occupato della promozione via social, gestendo la pagina Facebook ufficiale “Stay hungry Stay foolish” e realizzando la locandina dell’evento. Altri ragazzi hanno invece curato la parte gestionale-logistica del progetto, proponendo il luogo dove poter svolgere il flash mob e verificando la bontà della scelta con un sopralluogo presso il centro commerciale. Il reparto “multimediale” ha invece realizzato foto e video, collaborando attivamente alla realizzazione di un videoclip dell’evento, in base a ciò che tutti hanno imparato nelle lezioni sulle inquadrature e sul montaggio. Infine, la redazione ha collegato i vari gruppi di lavoro, facilitandone la comunicazione interna e ha realizzato questo progetto di pianificazione.