Progetto: “I genitori disapprovano, i figli postano”

Nel 2014 l’Associazione Cerchi d’Onda ha partecipato al “Bando Fraternità” promosso dalla della Regione Lazio Assessorato Politiche Sociali, con la proposta di un progetto teatrale multimediale per gli studenti e di formazione psicopedagogica per genitori e figli, nell’istituto IISS “G. Ambrosoli” di Roma. Il progetto, risultato tra i vincitori e quindi ammesso al finanziamento, ha risposto alle finalità e alle aree di intervento richieste dal “Bando Fraternità”:

– orientato alla rimozione delle cause che generano il disagio, specialmente all’interno delle fasce connotate da fragilità sociale (minori, anziani, disabili) da realizzare in luoghi che rappresentano contenitori sociali e culturali, dove il disagio può nascere e alimentarsi;

– in sostegno alla costruzione dell’identità psico – socio – ambientale degli adolescenti di seconde generazioni, nati da genitori stranieri;

– intervento che educa alla cittadinanza attiva, nella condivisione dei valori, alla conoscenza ed al rispetto delle regole, al rifiuto di ogni forma di violenza, discriminazione, ed abbiano quale obiettivo la valorizzazione delle arti come strumento di integrazione sociale.

Nello specifico il progetto proposto, in continuità con quanto realizzato dall’Associazione Cerchi d’Onda presso l’Istituto “Giorgio Ambrosoli” nell’anno scolastico 2013-14, ha rappresentato un percorso formativo, teatrale e multimediale che include adolescenti e genitori, e si basa sul confronto e l’inclusione psico-sociale.

I destinatari del progetto sono stati adolescenti di seconda generazione (nati da genitori stranieri) ed adolescenti e genitori del biennio/triennio delle scuole superiori (dai Licei alla Formazione Professionale regionale).  Il tema del progetto è stato il conflitto tra pari, tra alunni di seconda generazione e non, tra genitori e figli. Si è voluto esplorare questa tematica allo scopo di costruire abilità psico-sociali ed elementi di consapevolezza per la gestione e il superamento costruttivo dei conflitti. I luoghi di attenzione nel progetto sono stati la famiglia, la scuola, l’oratorio intesi come “comunità primarie” nelle quali realizzare vissuti di unità piuttosto che di separazione. Il progetto ha anche affrontato il ruolo dei social network e in generale della vita digitale di adolescenti e genitori, posta in contrapposizione alla vita reale. In questo contesto tutti sono più connessi, ma meno legati. Osservando molti adolescenti e/o adulti, indipendentemente dal loro status socio-economico, sembra che dispositivi mobili ed applicazioni siano mezzi per superare imbarazzi temporanei, o, luoghi di vita relazionale svuotati dall’obbligo di responsabilità reciproche.

Il progetto è stato un percorso:

  • a carattere preventivo pensato per ridurre il rischio di disagio psico-sociale e la conseguente disaffezione verso la scuola, le istituzioni e i luoghi di aggregazione giovanile presenti nel territorio;
  • orientato alla riduzione dei conflitti tra pari attraverso la formazione di abilità psico-sociali, l’esplorazione delle dinamiche interpersonali, il superamento costruttivo dei conflitti, mediante processi di controversia regolata;
  • ha mirato a coinvolgere la creatività dei giovani e le loro capacità espressive, contribuendo alla costruzione dell’identità psico-sociale e all’elaborazione di elementi di consapevolezza individuale e interpersonale.

Il progetto ha anche avuto diverse manifestazioni di interesse da parti di enti pubblici (tra le quali: l’Asl Rm B – UOC Disabili  Età Adulta; Asl Rm C – UOC Ser.T. DG; Istituzione Biblioteche di Roma – Istituto Salesiano Borgo Ragazzi Don Bosco), riuscendo a coinvolgere il tessuto sociale di riferimento, rappresentando per il territorio regionale una “best practice” da replicare e diffondere in contesti similari e non solo.

L’azione conclusiva ha visto la realizzazione del laboratorio “spazio di confronto” con il metodo della “controversia regolata”. Il confronto è favorito da una procedura di gestione e superamento dei conflitti. Tutto il materiale raccolto è confluito nei laboratori teatrali e nella stesura dello spettacolo finale.

I partecipanti ai laboratori teatrali sono stati divisi in sotto-gruppi di e 20/25 persone, per un totale di circa 50 persone partecipanti.

I laboratori teatrali si sono conclusi con la messa in scena dello spettacolo teatrale dal titolo “I genitori disapprovano, i figli postano”.

Tutto il progetto ha visto la diffusione e la disseminazione dei contenuti e dei risultati raggiunti mediante tecniche di digital story-telling, video documenti diffusi mediante social network e il sito dell’associazione.